La gravidanza

La gravidanza

Che sensazione meravigliosa!

Sì, è proprio bello svegliarsi la mattina con quella sensazione di nausea, quella voglia di impellente di vomitare, i piedi gonfi e la schiena a pezzi! Non aspettavo altro, guarda! Non ho dormito tutta la notte perché ha deciso che voleva mettermi un piede contro una costola, che dolcezza!

Diciamocelo: la gravidanza nel 90% dei casi non è esattamente il momento più bello della
vita di una donna. Inutile prenderci in giro.

Le due lineette blu

A meno che non abbiate usato quei test moderni che in 8 millesimi di secondo vi hanno detto che eravate incinta, di quante settimane, in che punto della casa vi trovavate e cosa stavate pensando nel momento del concepimento, tutto condito con una scritta lampeggiante che manco l’insegna al neon di un motel americano, anche voi sarete passate dall’ansia di quei cinque minuti che impiega un test per darvi il fatidico verdetto. Sempre che ne abbiate fatto solo uno (io per esempio ne ho comprati almeno 15 e ho cominciato dal giorno dopo il rapporto. Un genio, no?).

Cosa ho pensato? Me la sono quasi fatta sotto. E non vi nego che sarei volentieri tornata indietro. Un po’ come fai all’ikea: “scusa Ektorp non mi piace più, ho provato qualche giorno, ma proprio non mi convince. Mettilo nell’angolo delle occasioni e fammi un buono, che appena ho tempo ripasso e scelgo con calma”. E io l’avevo voluto, non oso immaginare la reazione di chi non se lo aspetta!

Le nausee

Dopo qualche ora dal test e dopo averlo comunicato al papà (la cui reazione spesso è peggiore della tua, solo che lui è un cliente Amazon, lo avrebbe restituito comodamente da casa e con rimborso direttamente su carta di credito), credi che la tua sarà una gravidanza felice. Ti senti in forma, carica come sempre e più o meno felice.

Ma… tre giorni dopo… eccole, subdole, malefiche e onnipresenti: le nausee. E non c’è nulla, proprio nulla, che riesca a mandarle via. Che mangi 40 biscotti allo zenzero, 15 grissini, 70 crackers e butti giù insieme 20 di quegli integratori che ti ha dato la ginecologa inneggiando al miracolo, loro ti accompagneranno almeno per i primi tre mesi. Però ho una buona notizia: prima o poi passano!

Nella maggior parte dei casi ciò succederà orientativamente intorno alla fine del primo trimestre, per altre ci vorrà un po’ più di tempo, ma fidatevi, tornerete a tollerare il cibo e gli odori.

Ci sono cose, però, che odierete per molto tempo. Io per esempio mi ero fissata che il sacchetto di carta utilizzato dal panificio vicino casa mia faceva una puzza terribile. Non riuscivo neanche ad avvicinarmi alla vetrina, figurarsi tenerlo in macchina per il tempo necessario a tornare a casa! Eresia! In casa abbiamo mangiato gallette più o meno per nove mesi…

Siamo oneste: diventiamo dei piccoli mostri, posseduti da un demone incontrollato ed incontrollabile. E qui un piccolo merito lo dobbiamo dare a chi ci sta accanto. Se siete arrivate vive al parto e con ancora qualcuno che vi parli, vuol dire che siete state circondate da gente paziente. Molto paziente.

Le visite

La prima cosa che facciamo più o meno tutte dopo aver visto, analizzato, osservato per ore le due lineette blu, è chiamare il ginecologo.

“Sì, salve buongiorno, sono Simona, ho bisogno di una visita urgentissimaaaaaaaaaaa. Sa, sono incinta, le linee sono blu scuro e non sono neanche scomparse nella notte, ho pure provato a cancellarle, ma niente, sono lì. Posso essere da lei tra 77 secondi?????”

“Buongiorno signora, ha fatto le Beta?”

“????” “Chi?
Eta Beta, quello che mangiava naftalina? Va bene che ho una certa, ma addirittura mettermi sotto naftalina no!

Le beta. Il primo infarto che ci viene. Intanto quasi tutte pensiamo di essere incinta di 8 gemelli, che stanno crescendo così velocemente che neanche quelle di un elefante. Si devono ripetere almeno due volte (io le ho fatte 4, non si sa mai), ed è un prelievo di sangue che indica il livello ematico di beta hcg, un ormone, la gonadoprina corionica, che cresce con l’avanzamento della gravidanza.

Si arriva quindi dal ginecologo tra la settima e l’ottava settimana di gestazione (per capire come funzionino le settimane di gestazione vi consiglio di seguire un corso avanzato di ingegneria aereospaziale) e finalmente si può vedere lui..lei..Alien! Sarò sincera: quando ho visto mio figlio per la prima volta, credevo fosse uno scherzo. Aveva davvero il profilo di un alieno, con due fessure più chiare che erano gli occhi, una specie di coda allungata che ancora oggi mi chiedo cosa fosse. Un cuoricino pulsante che vedevo, ma non potevo sentire (lo sentirete più avanti perché le linee guida moderne sconsigliano l’uso dell’eco doppler in fase così poco avanzata).

Però era lì, davvero, e a me mancava il fiato. Un po’ per l’emozione, un po’ perché sinceramente non sapevo come avrei affrontato tutto.

Tralascio di raccontarvi quante milioni di visite, esami e controlli seguiranno, soprattutto se siete alla prima gravidanza e con l’ansia che vi mangia anche le scarpe, saranno tante.

Ma a distanza di qualche tempo, riguarderete le foto delle ecografie e sorriderete.
Sì, perché vi sembrerà tutto molto buffo, voi per prime.

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