Le risposte dello specialista. Consigli utili per non perdersi nel mare magnum della maternità.

Affrontiamo oggi l’argomento delle amicizie  pre e post partum con la Dott.ssa Elena Mantovan, psicologa che si occupa di genitorialità.

  • Dott.ssa Mantovan , spesso la gravidanza e la conseguente maternità provocano nella donna un senso di solitudine, dovuto al fatto di non sentirsi più parte di un gruppo di amicizie che con il neo arrivato non si può frequentare allo stesso modo. Come affrontarlo, quali le strategie per non perdersi?

“I cambiamenti in gravidanza e nel post-partum sono comuni a molte donne. Diventare mamma implica tantissime trasformazioni fisiche, psicologiche e anche sociali: il nuovo ruolo comporta nuove responsabilità, nuove conoscenze e nuovi interessi, che influiscono sulle attività quotidiane della futura o neo mamma. Può capitare dunque che essa si ritrovi a condividere tutte queste attività con le amiche più care, parlando della gravidanza, del parto, dell’allattamento, etc. Può succedere anche che dall’altra parte non vi sia la sensibilità adatta per accogliere questo nuovo aspetto della vita dell’amica. Cosa fare dunque in questi casi?

Una buona strategia è sicuramente quella di non dimenticarsi di dedicare tempo ed interesse per le amiche, informandosi sempre di come stanno, di cosa stanno facendo e vivendo anche loro. A volte basta davvero poco per scongiurare il rischio di far sentire trascurati gli altri!”

  • Capita spesso di non poter partecipare attivamente alla vita fuori casa o di essere davvero troppo stanche per accettare gli inviti. Cosa fare senza offendere nessuno, ma sentendosi contemporaneamente liberai di seguire le proprie esigenze?

“Ovviamente l’arrivo del neonato, ma anche l’ultimo trimestre di gravidanza, possono comportare delle difficoltà pratiche a partecipare ad eventi, aperitivi o cene. Questo aspetto richiede una sorta di adattamento reciproco: da un lato le mamme  (ma anche i papà!) devono diventare consapevoli delle esigenze e delle necessità del neonato e del fatto che queste – almeno per i primi mesi – dettano le regole sulle cose che si possono o meno fare (il che, però, non vuol dire annullarsi, vuol dire semplicemente adattarsi ad una nuova situazione e alle nuove condizioni che essa richiede; dall’altro le amiche (e gli amici!) devono avere l’accortezza di studiare inviti adatti a tutti.

In fin dei conti la genitorialità non è una malattia invalidante: sono tantissime le cose che si possono fare insieme ai bambini anche molto piccoli”.

  • Gli italiani sono famosi per diventare specialisti in qualsiasi settore in base alle circostanze. Abbiamo arbitri di serie A durante i mondiali, politici durante le elezioni e chiaramente ginecologi, ostetriche, psicologi abilitati nel periodo pre e post partum. Come non perdersi in questa marea di consigli?

“Assieme al bambino nasce anche una mamma e… assieme alla mamma nascono consigli più o meno richiesti. Credo che qualsiasi donna abbia vissuto la tragicomica esperienza di venire investita di suggerimenti rispetto a qualunque aspetto della gravidanza e del parto. In alcune occasioni sembra che proprio tutti ne sappiano di più rispetto alla mamma! Oltre al possibile manifestarsi di  equivoci e malumori, questi consigli più o meno invadenti possono suggerire alla madre l’idea di non essere adeguata e all’altezza. Come affrontare questa delicata situazione? Parlandone,  esprimendo con libertà e assertività il proprio punto di vista, talvolta anche ponendo un limite ferma all’invadenza altrui. Questo non significa escludere a priori le persone dalla propria vita, ma implica il rispetto di sé come mamma e come genitori e sicurezza del proprio ruolo.

I consigli non sono da demonizzare a tutti i costi, anzi ben vengano quando sono utili e costruttivi, ma soprattutto quando sono richiesti!”

  • Cerchiamo invece ora di porci dall’altra parte, quella dell’amica, che vede i cambiamenti della neo mamma: cosa fare per aiutarla e come comportarsi?

“L’amica, di fronte a tutte le novità e cambiamenti,  può sentirsi messa da parte, se non addirittura gelosa. Suo malgrado, deve adattarsi a nuove condizioni e far fronte ad una situazione che  può essere difficile: c’è meno tempo per lei e si dedicano un sacco di attenzioni ad un piccolo essere urlante e piangente. Può sentirsi spiazzata di fronte a questo nuovo clima e stentare addirittura a riconoscere l’amica-mamma. Anche qui, il consiglio migliore, rimane sempre quello di chiarirsi e di esprimere liberamente e assertivamente il proprio punto di vista e le proprie esigenze.

Entrambe le amiche possono ritrovarsi a rivedere e ricalibrare il loro rapporto a fronte della nuova situazione e ciò può essere anche l’occasione di un confronto nuovo che rende ancora più intimo e prezioso il rapporto”.

Ringraziando la Dott.ssa Mantovan colgo l’occasione per consigliare a tutti, mamme ed amiche di mamme, un libro che ho letto  subito dopo il parto e che mi ha aiutata a sentirmi meno sbagliata proprio in occasioni come quelle di cui abbiamo parlato: “Quello che le mamme non dicono” di Chiara Cecilia Santamaria che, con una frase, descrive esattamente ciò che capita in questi casi. In poche ore si passa “dal Pampero al Pampers!”

Fatemi sapere che ne pensate!                                                              

 

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