I padri in gravidanza

Il ruolo della donna con la nascita di un figlio è da sempre stato centrale, non fosse che per il fatto che è lei a portare avanti la gravidanza, a partorire, ad allattare.

Ma il ruolo del papà qual è? Perché è così importante? Ne parliamo oggi con la Dott.ssa Elena Mantovan

  • Dott.ssa Mantovan, il ruolo maschile è da sempre denigrato quando si parla dei figli. Sembra che a parte l’atto sessuale non abbiano altri meriti. E’ davvero così?

“Assolutamente no: il ruolo del padre è  fondamentale, assieme a quello della madre. Per anni l’apporto paterno è stato considerato irrilevante nelle prime fasi di vita del neonato in cui si riteneva fosse indispensabile solo la presenza della mamma. In realtà non è così: il papà è una figura fondamentale per il bambino, da subito.  Durante la gravidanza il bambino impara a riconoscere anche la voce del papà e fin dalle prime ore di vita impara a discriminare anche il suo odore, oltre a quello della mamma.

I papà moderni fortunatamente sono molto più propensi di un tempo, anche per un cambio di cultura e mentalità, a prendersi cura dei loro figli, a partire dal biberon, fino al cambio dei pannolini e alle alzate notturne. La figura maschile che, fino a qualche decennio fa era praticamente assente dagli studi e dalle trattazione sui neonati e sulla genitorialità, in questi anni si sta definendo in tutte le sue sfumature, diventando oggetto di studi che ne definiscono e sottolineano l’importanza e la complementarietà al ruolo della mamma. Certo, talvolta succede che vi sia ancora per qualche mamma la tentazione di sostituirsi al compagno per “fargli vedere come si fa”.

Questo è un peccato perché i genitori hanno ritmi e caratteristiche diverse e per quanto il papà possa sembrare in qualche modo “imbranato” in alcuni aspetti della gestione del neonato, bisogna lasciare il giusto spazio all’emergere dello stile personale di ciascun genitore.”

  • Stare accanto ad una donna incinta non deve essere per nulla facile. Un milione di trasformazioni la coinvolgono, cambiamenti fisici ed ormonali ci rendono spesso irriconoscibili, pur non volendo. Come aiutare i papà a sopportare questi nove mesi?

“Stare accanto… Ma cosa accade al papà? La gravidanza non comporta dei cambiamenti solo per la donna, bensì anche per il compagno futuro papà. Anche quest’ultimo infatti si trova ad affrontare tutta una serie di nuovi eventi che stravolgono la sua vita e quella di coppia. Anzitutto il corpo della compagna subisce numerosi cambiamenti fisici: assieme al pancione, cresce il peso delle responsabilità che il padre sente (non far stancare troppo la compagna, essere pronto per il momento del parto, etc).

Cambia anche la sfera sessuale della coppia: fare l’amore in gravidanza è diverso, richiede pazienza e attenzione e fa sperimentare vissuti nuovi che talvolta possono mettere a disagio la coppia.

Inoltre anche i futuri papà vivono paure e ansie legate all’arrivo del neonato: ad esempio si chiedono se saranno in grado di amarlo, se ne saranno amati, se saranno in grado di provvedere a tutto e a tutti, se sapranno essere dei buoni genitori.

Insomma i nove mesi di gravidanza non sono esclusivi della donna. Dove c’è coppia, infatti, la gravidanza entra a far parte della vita reale e immaginativa di entrambi.”

  • Con la nascita del bimbo, la donna spesso diventa assente, concentrata solo sulle esigenze del nuovo arrivato. I papà devono solo tollerare , sperando in tempi migliori, oppure è giusto che si facciano sentire anche loro?

“Con l’arrivo del neonato può capitare che il padre si senta escluso dalla coppia madre e bambino. In questo caso diventa fondamentale condividere le proprie preoccupazioni con la compagna e cercare di ritagliarsi degli spazi di coppia: non servono cose particolari, basta mezz’oretta ogni tanto, magari la sera, per un massaggio o una serie tv!

 Fortunatamente la tendenza attuale vede i papà molto più partecipi a tutti gli aspetti della vita dei loro figli ed è proprio il partecipare più attivamente alla cura quotidiana familiare che riduce sensibilmente il rischio di sentirsi esclusi e “messi da parte”.”

Ringraziando la Dott.ssa Mantovan, voglio consigliarvi un libro, letto da mio marito durante la mia gravidanza, molto piacevole e divertente:   Anch’io sono incinto , di Mark Woods. Cliccando sul titolo sarete indirizzati direttamente alla pagina Amazon. Si avvicina Natale, perché no?

 

 

 

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