Depressione Post Partum nei papà

Continuiamo oggi a parlare dei papà e di ciò che può accadere anche a loro con la nascita di un figlio. La Dott.ssa Elena Mantovan ci parla della depressione post partum al maschile.

Esiste la depressione postpartum negli uomini?

“Certo che sì. Al giorno d’oggi è abbastanza diffusa la consapevolezza che il disturbo depressivo possa colpire la donna durante la gravidanza o nelle settimane immediatamente successive al parto, al contrario, vi è ancora poca conoscenza del fatto che questo disturbo possa colpire anche i papà. Anzi, è proprio il fatto che sia un fenomeno ancora così poco conosciuto che rende difficile l’individuazione precoce di questo disturbo, con conseguenze che possono essere anche molto serie. Le ricerche infatti, ci suggeriscono che quando non viene adeguatamente individuata e trattata, la depressione perinatale paterna nei casi più gravi può: aumentare il rischio di problematiche nelle relazioni familiari, intaccare il rapporto e i processi di attaccamento dei padri con i loro figli, influire negativamente sul rapporto di coppia e addirittura aumentare il rischio suicidario”.

Come si fa a riconoscere la depressione post partum nei padri?

“Questo tipo di depressione negli uomini può assumere aspetti differenti rispetto a quella materna: i sintomi non sono necessariamente gli stessi. In questo casa non è tanto il fattore biologico e ormonale (che invece ha una fortissima influenza sulle mamme) ad essere la causa scatenante, ma lo stress e l’ansia sembrerebbero giocare un ruolo fondamentale. Le naturali paure legate al nuovo evento, la fatica di accettare tutti i cambiamenti che esso comporta, il timore di essere messi in secondo piano e il senso di inadeguatezza possono contribuire allo sviluppo dei sintomi depressivi.

I papà depressi si presentano malinconici, afflitti da sentimenti di impotenza e sconforto. Spesso accusano calo della libido e difficoltà nel sonno. I padri depressi, inoltre, di frequente riferiscono difficoltà a concentrarsi sui compiti e a prendere decisioni, mancanza di motivazione e scarsa energia e una maggior propensione all’irritabilità. Infine, e questo è il dato più allarmante, i padri depressi tendono a interagire molto meno con i figli e questo, a lungo andare, può determinare problemi nell’attaccamento e nella relazione”.

 

Cosa fare se ci si accorge che il partner manifesta alcuni di questi sintomi?

“Per prima cosa: niente panico! E’ importante, anzi direi fondamentale, mantenere la calma in queste situazioni. Un atteggiamento troppo diretto potrebbe mettere ancora più in difficoltà il partner e scatenare in lui risposte aggressive oppure forti sensi di colpa. Si può quindi condividere la propria preoccupazione e suggerire la necessità di intraprendere un percorso di sostegno utilizzando un tono gentile, pacato e soprattutto comprensivo. La depressione non è un’onta, non è una colpa, ma è qualcosa che va affrontato assolutamente. In questo senso è fondamentale essere informati rispetto ai servizi territoriali dedicati alla genitorialità di modo da aver sempre un riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità”.

E voi avete mai notato disturbi del genere nel vostro compagno a seguito della gravidanza o della nascita del piccolo? Se vi fosse successo non esitate a contattarci: il nostro team di specialisti è a vostra disposizione per una consulenza e qualche consiglio privato!

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