Depressione post partum femminile

Care mamme e papà,

oggi vorrei affrontare con voi un argomento che finora abbiamo trattato solo al maschile: la depressione post partum.

Il mio non sarà e non può essere un intervento da professionista, ma semplicemente da mamma e donna che ci è passata e che vorrebbe condividere con voi un’esperienza , per regalarvi un po’ di speranza qualora ne siate in mezzo.

Ragazze, diciamoci la verità: la nascita di un figlio per quanto sia per ogni donna un momento meraviglioso, porta con se’ molte implicazioni inaspettate. Tutte più o meno sappiamo che i primi mesi (a volte anni), si dorme meno, ma davvero ci aspettiamo cosa questo comporti?

Ci dicono tutti che l’allattamento al seno sia fondamentale per la crescita e la buona salute dei nostri bimbi, ma siamo consapevoli di quanto sia faticoso?

Si sa, in gravidanza subiamo delle trasformazioni fisiche ed ormonali incredibili. Ma siamo consce di quanti strascichi ci porteremo dietro nei mesi a seguire?

Fino alla nascita del bimbo, abbiamo più o meno tutte, a parte le naturali eccezioni, vissuto in coppia. Abbiamo un equilibrio, che inevitabilmente tende a modificarsi con un neonato. Dovremo rimodulare il rapporto con il nostro compagno e non è sempre semplice.

Se poi tutto questo lo condiamo con una buona dose di consigli inappropriati, pareri da chicchessia e paure date dal fatto che siamo alla prima esperienza come mamme, ecco che può capitare di entrare in una spirale negativa.

Vi racconto cosa è successo a me. Passo una gravidanza non del tutto tranquilla. Al terzo mese , durante un esame di routine, si affaccia il sospetto che Giulio possa non essere sano. Non nascondo di aver vissuto un mese di inferno, cercando di tenermi impegnata il più possibile in attesa, prima dell’amniocentesi e poi dei risultati. Ringrazio la vita ogni giorno di avermi regalato un bambino sanissimo e sveglio, ma quei giorni sono stati davvero complessi e credo che abbiano molto influito sul mio umore successivo. Ho un parto importante, difficile, estenuante. Giulio nasce con una piccola insufficienza respiratoria e me lo portano subito via per i dovuti accertamenti e il ricovero in reparto. Non lo posso stringere, respirare, coccolare (e allattare) per parecchi giorni, finché non sarà dimesso.

Finalmente torniamo a casa, tutti e tre, ma qualcosa si è rotto. Io sono stanchissima, lui rifiuta il seno, non dorme mai, al massimo dieci minuti dopo la poppata e poi ricomincia a piangere. Mio marito per fortuna, finché è a casa mi aiuta molto, ricordo che le notti ci alternavamo, una a testa, in modo tale che si potesse riposare un po’, anche se a turno. Ma io non dormivo. Mi sentivo in colpa, dovevo essere io, la mamma, a prendermi cura di lui, ma non ci riuscivo. Quella magia di cui tutti parlano, che porta il bambino a tranquillizzarsi sentendo la voce di chi lo ha portato in grembo per tanti mesi, non funzionava. Paradossalmente lui si tranquillizzava se a prenderlo in braccio era mia madre, se le notti le passava con lei. Con me, invece, era un urlo continuo. Allora non riuscivo a spiegarmelo, oggi a mente lucida, invece, ho capito tante cose.

Ragazze ero entrata in un tunnel buio e durissimo chiamato depressione. Stavo male, non ero razionale. Ricordo ancora che il pomeriggio era un incubo. Verso le 17 cominciava a venirmi un magone incredibile e avevo voglia solo di piangere.

Ho cominciato immediatamente la terapia con uno psicologo che mi ha molto aiutata, facendomi sentire meno sbagliata, dandomi la forza di reagire almeno un po’. Purtroppo, causa trasferimento, ho dovuto sospendere. Ecco, questa è la sciocchezza più grande che abbia fatto. Nella mia vita stava cambiando tutto: ero mamma, stavo cambiando città, casa, amicizie, non avevo supporti esterni. Avevo bisogno di un aiuto e il fatto di non chiederlo mi ha fatto portare avanti questa situazione per molto tempo.

Quindi, amiche mie, se per puro caso vi ritrovate nella stessa situazione, non spaventatevi. Prima di tutto è normale, non siete voi sbagliate. Se i vostri piccoli si calmano più facilmente nelle braccia di qualcun altro è semplicemente perché magari è più sereno di voi in quel momento. Fregatevene e dormite, se potete.

Chiedete aiuto: purtroppo in Italia non siamo al passo con altri paesi, ma esistono i consultori e i centri specializzati. Se non trovate nessuno o non avete voglia o possibilità di uscire, chiedete a noi. Abbiamo un team di professionisti pronti ad accogliervi e ad ascoltarvi.

Come è finita? Ci ho messo parecchio tempo e la risalita è stata complicata. Credo che a darmi la forza di superare alcuni giorni sia stato solo quel legame madre- figlio che non si può spiegare a parole. Ma oggi sono qui, FELICE e più forte.

Se volete raccontatemi le vostre esperienze. A volte parlarne e il primo passo per cominciare ad affrontare una situazione difficile.

2 thoughts on “Depressione post partum femminile”

  1. Having read this I thought it was very informative. I appreciate you taking the time and effort to put this article together. I once again find myself spending way to much time both reading and commenting. But so what, it was still worth it!

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