Depressione Post Partum femminile (prima parte)

Come promesso parliamo oggi in maniera più tecnica della Depressione post partum, con il supporto della Dott.ssa Giorgia Bernardi, psicologa specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale.

  • Dott.ssa Bernardi, può spiegarci in cosa consiste la Depressione Post-Partum?

“La nascita di un bambino è da sempre considerata un evento gioioso, un momento di festa, speranza, euforia e meraviglia per questo nuovo inizio: una nuova vita.

Sono poche però le persone che raccontano invece gli aspetti invece più difficili e importanti di questo grande cambiamento: non sempre il vissuto correlato alla nascita rispecchia la bella immagine di maternità.

Diventare genitori richiede enormi capacità di resistenza fisica ed emotiva. Succede a volte che, dopo il parto, la madre sperimenti  infatti un brusco calo delle forze, dell’umore e una certa instabilità emotiva; al posto della serenità che molti immaginano nella testa di queste nuove madri regna invece la confusione, lo scombussolamento della routine, notti insonni, un nuovo ruolo con il quale confrontarsi e per il quale non ci si sente mai pronte e nemmeno all’altezza, cambiamenti lavorativi, cambiamenti nella relazione con il partner e le possibili difficoltà nell’adattarsi a questa nuova organizzazione familiare”.

  • Il problema può essere legato anche alle aspettative che ognuna di noi riversa sulla maternità?

“Certo! Nella nostra società ci sono delle aspettative più o meno esplicite che riguardano le neomamma, la gravidanza e la maternità in generale, che pesano ulteriormente nel nuovo assetto individuale. Nel senso comune ci si immagina una donna incinta come sempre felice, sempre contenta e di buon umore per il fatto di essere incinta e di diventare madre. Si può avere la convinzione che l’essere in dolce attesa non interferirà con il lavoro e con lo stile di vita e che una madre condurrà una vita salutare per il suo bambino. Ci si immagina di saper istintivamente come occuparsi del bambino e ci si può sentire sbagliate quando questo non avviene.

Convinzioni e aspettative ancor più importanti sono quelle che riguardano i sentimenti di una madre verso il proprio bambino: le brave madri non provano sentimenti negativi nei confronti del proprio bambino, lo riconoscono e lo amano immediatamente. Tutte queste aspettative sono irrealistiche e non tengono conto che il cambiamento di vita è davvero importante e porta con se dubbi, difficoltà e nuove paure fino ad ora mai sperimentate.

In questo momento delicato possono inserirsi ulteriori cambiamenti: conflitti con il partner, problemi con il lavoro, necessità di cambiare abitazione. La maternità e l’arrivo del figlio può essere molto distante dall’immagine idilliaca sostenuta dal senso comune: è un’esperienza straordinaria, gratificante e gioiosa e allo stesso tempo spaventosa e frustrante.

Alcune donne riportano come l’aspettativa di una maternità serena sia stata delusa dalle continue nausee, riportano sentimenti di colpa nello stare a casa a “non far niente” ma anche a restare in ufficio, la difficoltà nel prendersi cura solamente del bambino e non trovare il tempo per sé ma sentirsi in colpa quando per un istante ci si prende questo momento.

  • Qual è la diffusione della depressione post partum?

“Le indagini epidemiologiche ci dicono che nei Paesi occidentali e industrializzati circa un 10-15% (Centers for Disease Control and Prevention, 2008) delle mamme soffre di depressione post-partum che si sviluppa generalmente durante i primi 3 mesi dopo il parto, in molti casi può anche comparire dopo i 6-8 mesi”.

CONTINUA….

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