Depressione Post Partum femminile (seconda parte)

Continuiamo a parlare con la Dott.ssa Giorgia Bernardi della Depressione post partum femminile.

  • Dott.ssa Bernardi, quali sono i sintomi principali che si presentano in questi casi?

“La depressione post-natale è caratterizzata da sentimenti di tristezza e umore depresso (“ho solo voglia di piangere, tutto mi sembra grigio”), sentimenti di colpa (“ma con un bambino così bello come posso sentirmi così?”), senso di inutilità (“non sono in grado di occuparmi di questo bambino, tutti chiedono di lui e non si interessano di me”), ansia (“sento che sto per esplodere, sto per impazzire”), pensieri di morte (“a volte penso che sarebbe meglio se io non ci fossi più”), difficoltà nel concentrarsi e prendere decisioni (“sono confusa, non riesco a scegliere che cosa fare”), disturbi del sonno e dell’appetito, mancanza di interessi e di energia (“non voglio più vedere nessuno, voglio solo stare in casa”). La depressione post partum si differenzia dalla depressione maggiore proprio perchè insorge, cioè si presenta, entro un periodo definito che segue la nascita di un figlio tra le otto e le dodici settimane dopo il parto e i sintomi persistono per almeno due settimane. Sottolineiamo come i sintomi non sono transitori e possono persistere anche per molto tempo, con diverse intensità”.

  • Si sente parlare spesso anche di baby Blues. E’ diverso dalla depressione?

“Bisogna sottolineare come sia abbastanza frequente che le neomamme, nei giorni successivi al parto, possano sentirsi tristi senza motivo, irritabili, sentirsi inadeguate e sentire voglia di piangere con un picco di intensità intorno al terzo/quinto giorno dopo il parto. Si stima che la percentuale sia collocabile tra 30% e 85% delle donne (O’Hara et al. 1990; Gonidaski et al., 2007). Stiamo parlando della “tristezza da parto” o baby blues. Le cause sono da ricondurre all’effetto degli ormoni ma anche alla stanchezza post travaglio/parto o dalle conseguenze del taglio cesareo. Questo stato d’animo è fisiologico e passeggero”.

  • Dott.ssa Bernardi, ma quali sono le cause della depressione post partum?

“Le cause precise non sono ancora chiarite, le teorie più recenti tengono conto dell’interazione di più elementi come aspetti biologici, genetici e psicosociali. Si riscontrano infatti cambiamenti nella regolazione dei neurotrasmettitori come serotonina e noradrenalina. La diminuzione della noradrenalina porta a minore motivazione e iniziativa mentre la diminuzione della serotonina porta a difficoltà nel sonno, nel relazionarsi con gli altri e aumenta la tendenza a rimuginare. L’aspetto genetico riguarda invece una predisposizione a sviluppare più facilmente questo disturbo  in parenti di primo grado di persone che hanno sofferto di disturbo depressivo maggiore. Per quanto riguarda gli aspetti psicosociali si devono considerare le caratteristiche individuali di ciascuna (fiducia in sè, propensione al pessimismo, stima di sè) e la presenza di episodi o eventi di vita stressanti o molto significativi. Questi eventi possono essere cambiamenti nel nucleo famigliare o nelle relazioni (perdite affettive, divorzi, trasferimenti,…), aspetti riguardanti la salute fisica (malattie proprie o dei membri di famiglia) e aspetti connessi alla situazione lavorativa e finanziaria”.

  • Chi ha vissuto questo problema con la prima gravidanza è a rischio che si ripeta con la seconda?

“Certamente c’è qualche possibilità in più che possa ripresentarsi. L’importante è mantenere la calma ed affrontarlo serenamente. Rivolgersi ad uno specialista e farsi aiutare”

  • In conclusione: quali sono le terapie efficaci per questa problematica?

“Le terapie efficaci per il trattamento della depressione sono sia farmacologiche che psicoterapiche. Le due modalità, in molti casi, sono complementari.

Nelle fasi acute sicuramente un aiuto farmacologico è fondamentale per essere  poi integrato con la psicoterapia. Gli psicofarmaci sono assolutamente consigliati da uno medico specialista psichiatra che, valutando la situazione individuale specifica, può identificare la terapia migliore tenendo conto anche di eventuali altre patologie o trattamenti farmacologici in corso. L’importanza di affidarsi ad uno specialista è talvolta sottovalutata: affidarsi a persone non specializzate può peggiorare la situazione e far sperimentare una sensazione di immodificabilità della situazione”.

Ringraziando la Dott.ssa Bernardi, vi lascio un link che può esservi di aiuto: http://www.depressionepostpartum.it/main/?page_id=202. Inserendo la vostra regione, potrete trovare il sito più vicino a cui rivolgervi. Vi ricordo, comunque, che il nostro team di specialisti è  a vostra disposizioni in qualsiasi momento!

 

 

 

Tratto da “Depressione Postnatale. Ricerca, prevenzione e strategie di intervento psicologico” di Milgrom, Martin e Negri e “Mamme tristi” di Piacentini, Leveni e Morosini.

2 thoughts on “Depressione Post Partum femminile (seconda parte)”

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